Giornata Mondiale della Fibromialgia la solita farsa di una società ipocrita!

Oggi è la Giornata Mondiale della Fibromialgia.
E no, non ho voglia di fare i soliti post di circostanza..

Perché se davvero vivessimo in una società evoluta, non ci sarebbe bisogno di un solo giorno per ricordare che esistiamo.
Perché noi, con la fibromialgia, esistiamo tutti i giorni. Anche quando non ci vedete. Anche quando non ci credete.
Perché il dolore cronico non segue il calendario.

Oggi, tutti a parlare di consapevolezza.
Domani, torniamo a sentirci dire che è "solo stress". Che "è nella nostra testa". Che "non sembri malata".

La verità?
Viviamo in un paese in cui ancora troppi medici non riconoscono la fibromialgia.
In cui chi ne soffre viene umiliato, invalidato, ignorato.
In cui siamo costrette a diventare esperte di noi stesse per sopravvivere.

È una farsa avere una giornata per farci sentire viste, quando il resto dell’anno veniamo derise, giudicate, compatite o silenziate.

Una giornata per mettere un post, una frase ad effetto, un nastro viola…

e poi?

Domani tutto come prima: medici che ti guardano dall’alto in basso, famiglie che ti dicono di reagire, datori di lavoro che pensano che siamo un costo e siamo le prime a essere licenziate, dove sono i diritti in questo caso? 

Non è consapevolezza. È vetrina. È ipocrisia.
È il contentino che la società si dà per lavarsi la coscienza.

La verità è che la fibromialgia non è solo una malattia del corpo.
È una ferita aperta nel cuore, nella dignità, nella fiducia.
Perché essere malate e non essere credute è una violenza.
Una vergogna che nessuna giornata può cancellare.

Io non voglio una giornata.
Voglio rispetto, ogni giorno.
Credibilità, ogni giorno.
Dignità, ogni giorno.

E voglio dirlo chiaramente:
chi ancora dice “è tutto nella tua testa” sta contribuendo al dolore.
Chi ancora minimizza, nega o deride… è parte del problema.

Questa è la mia voce. E non la abbasso più.
Oggi alzo la voce. Ma lo faccio anche domani. E il giorno dopo ancora.
Perché la fibromialgia non è invisibile per chi la vive.
È invisibile per chi sceglie di non vedere.

Se sei stanca di fingere, di sorridere, di giustificarti: io sono con te.

E se non sei pronta a sentirlo, passa oltre.
Perché questa non è la solita celebrazione. È una presa di posizione.

Valerita Albano
Insegnante Ufficiale HYL
Fondatrice di FibroLove e di Liberamente Donna

© 2025 Valerita Albano – Tutti i diritti riservati.

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