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Visualizzazione dei post da maggio, 2025

Quello che non si vede...

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Ti guardi allo specchio e non capisci cosa sia cambiato. Hai gli occhi stanchi, anche se non hai fatto niente. Il volto è spento.  Le occhiaie sembrano dire cose che nemmeno tu sai. Gli occhi parlano solo di sonno mancato e fatica nel vivere. Vorresti ritrovare quella luce che avevano. Ti pesi, e hai preso altri chili. Chili su chili che si accumulano senza un vero motivo. Non hai mangiato più del solito. Hai tolto tutto ciò che potrebbe fare male. Hai camminato. Hai fatto attenzione. Eppure ti senti gonfia. I pantaloni ti vanno stretti — e sei fortunata se ancora ci entri.. Ti guardi e ti chiedi:  ma io, dove sono finita? Il tuo profilo allo specchio è incurvato, come se qualcosa da dentro ti spingesse verso il basso. Il corpo fa rumore anche se fuori è silenzio. Dolori che migrano, tensioni che si aggrovigliano. Ti svegli e sei già stanca. La mente è offuscata. Le parole ti sfuggono. Ti dimentichi cose semplici. Ti perdi in pensieri senza peso. Ti senti colpevole di non esse...

Ci sono parole che arrivano dritte al cuore ❤️

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"Valerita, tranquilla… non ti farò altri bonifici!" mi ha scritto con dolcezza.  E poi ha aggiunto parole che mi hanno toccata profondamente: “𝙏𝙞 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙣𝙤𝙨𝙘𝙤 𝙡𝙖 𝙗𝙧𝙖𝙫𝙪𝙧𝙖, 𝙡'𝙖𝙞𝙪𝙩𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙢𝙞 𝙨𝙩𝙖𝙞 𝙙𝙖𝙣𝙙𝙤, 𝙡’𝙞𝙢𝙥𝙚𝙜𝙣𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙞 𝙢𝙚𝙩𝙩𝙞 𝙚 𝙡𝙖 𝙩𝙪𝙖 𝙙𝙞𝙨𝙥𝙤𝙣𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖' 𝙜𝙚𝙣𝙩𝙞𝙡𝙚. 𝘾𝙧𝙚𝙙𝙤 𝙨𝙞𝙖 𝙜𝙞𝙪𝙨𝙩𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙞𝙡 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙤 𝙥𝙧𝙚𝙯𝙞𝙤𝙨𝙤 𝙚𝙙 𝙚𝙛𝙛𝙞𝙘𝙖𝙘𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙛𝙖𝙞 𝙨𝙞𝙖 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙣𝙤𝙨𝙘𝙞𝙪𝙩𝙤 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙖 𝙡𝙞𝙫𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙚𝙘𝙤𝙣𝙤𝙢𝙞𝙘𝙤.” Poi ha continuato raccontandomi della sua lunga strada, tra percorsi di terapia e ricerche interiori… "𝙉𝙚𝙡𝙡'𝙖𝙧𝙘𝙤 𝙙𝙞 20 𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙝𝙤 𝙖𝙛𝙛𝙧𝙤𝙣𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙤𝙧𝙨𝙞 𝙙𝙞 𝙩𝙚𝙧𝙖𝙥𝙞𝙖 𝙘𝙤𝙣 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙧𝙨𝙞 𝙥𝙨𝙞𝙘𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞, 𝙤𝙜𝙣𝙪𝙣𝙤 𝙙𝙚𝙞 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙞 𝙢𝙞 𝙝𝙖 𝙡𝙖𝙨𝙘𝙞𝙖𝙩𝙤 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙘𝙤𝙨𝙖. 𝙈𝙖 𝙛𝙤𝙧𝙨𝙚 𝙣𝙚𝙨𝙨𝙪𝙣𝙤 𝙝𝙖 𝙙𝙖𝙫𝙫𝙚𝙧𝙤 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙩𝙤 𝙞𝙡 𝙥𝙧𝙤𝙗𝙡𝙚𝙢𝙖, 𝙤 𝙦𝙪𝙖𝙣𝙩𝙤𝙢𝙚𝙣𝙤 𝙝𝙖 𝙨𝙖𝙥𝙪...

Giornata Mondiale della Fibromialgia la solita farsa di una società ipocrita!

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Oggi è la Giornata Mondiale della Fibromialgia. E no, non ho voglia di fare i soliti post di circostanza.. Perché se davvero vivessimo in una società evoluta, non ci sarebbe bisogno di un solo giorno per ricordare che esistiamo. Perché noi, con la fibromialgia, esistiamo tutti i giorni. Anche quando non ci vedete. Anche quando non ci credete. Perché il dolore cronico non segue il calendario. Oggi, tutti a parlare di consapevolezza. Domani, torniamo a sentirci dire che è "solo stress". Che "è nella nostra testa". Che "non sembri malata". La verità? Viviamo in un paese in cui ancora troppi medici non riconoscono la fibromialgia. In cui chi ne soffre viene umiliato, invalidato, ignorato. In cui siamo costrette a diventare esperte di noi stesse per sopravvivere. È una farsa avere una giornata per farci sentire viste, quando il resto dell’anno veniamo derise, giudicate, compatite o silenziate. Una giornata per mettere un post, una frase ad effetto, un nastro vi...

Quando l'amore ti spezza, può anche diventare la tua rinascita !

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Quando ho capito che stavo amando troppo… e dimenticando me stessa Oggi voglio raccontarti qualcosa che, per me, è stato perfino più difficile da condividere della mia esperienza con la fibromialgia: la mia storia dentro una relazione tossica . E il cammino profondo che ho dovuto fare per uscirne. C’è stato un tempo in cui credevo che il silenzio fosse amore. Che il rispetto significasse farmi piccola. Che “stare buona” mi avrebbe protetta. E invece… mi stavo perdendo . La relazione con A. è iniziata come in un sogno. Tutto era perfetto… quando c’era. Ma appena si allontanava, io crollavo. Vivevo in attesa di un messaggio, di un cenno, di una promessa non mantenuta. Dipendevo da quelle briciole. Quella parte fragile di me — quella “brava bambina” che avevo imparato a essere per sopravvivere — chiedeva solo una cosa: essere vista, riconosciuta, amata. Poi, un giorno, la verità è venuta fuori. A. non era divorziato, come mi aveva fatto credere. Aveva una doppia vita. Io er...

Quando l'amore fa male: riconoscere una relazione tossica.

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Il post di ieri ci ha fatto riflettere sulle relazioni tossiche. Quante volte abbiamo confuso l’amore con la dipendenza? Quante volte ci siamo dette “è normale”, “è così che funziona”, “è solo un brutto periodo”… Mentre dentro ci spegnevamo a poco a poco? 𝗖𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗱 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗯𝗿𝗮𝘃𝗲. 𝗔 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲. 𝗔 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲. 𝗔 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘃𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗶 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲. E così, quando una relazione ci faceva male, ci dicevamo che forse eravamo troppo sensibili. Troppo stanche. Troppo complicate. Invece di chiederci: “Ma questa relazione mi fa bene?”, ci chiedevamo: “Cosa c’è di sbagliato in me?” 𝗖𝗼𝘀’𝗲' 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗼𝘀𝘀𝗶𝗰𝗮? Non è sempre fatta di grida o aggressività evidente. Spesso si manifesta con il silenzio che punisce. Con il sarcasmo che sminuis...

Pensava fosse colpa sua

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Non sapevo più chi ero. Vivevo con dolori continui, stanchezza che mi svuotava, e una voce dentro che mi diceva di fare di più, essere di più, non deludere nessuno. Anche con la fibromialgia, cercavo di essere quella “brava bambina” che non crea problemi, che capisce tutti, che non si lamenta mai. Ma qualcosa dentro di me si stava spegnendo. Mi sentivo sempre più piccola, invisibile. E solo durante il percorso “Dalla Brava Bambina alla Donna Libera” con Valerita ho capito perché. Stavo vivendo in relazioni tossiche. Con chi mi sminuiva. Con chi faceva finta di non vedere il mio dolore. Con chi mi manipolava con il senso di colpa. Vale mi ha accompagnata con dolcezza, verità e tanta presenza. Mi ha insegnato ad ascoltarmi, a mettere confini, a riconoscere la mia voce. Ogni esercizio, ogni incontro, ogni riflessione è stata una carezza e, allo stesso tempo, una sveglia dell’anima. Oggi, per la prima volta, mi sento libera. Libera di dire no. Libera di non spiegarmi. Libera di scegliere c...

C'era una volta..

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C’era una volta una bambina che aveva imparato a non disturbare, diventò una donna che aveva imparato a sopravvivere. Sapeva essere forte, gentile, accogliente, disponibile. Aveva imparato a leggere gli sguardi, a intuire i bisogni degli altri prima ancora che venissero detti. Aveva amato molto. E spesso… troppo. Aveva aspettato, sperato, tenuto duro. Aveva giustificato silenzi, gesti ambigui, mancanze. Aveva detto: “Va bene, capisco…”, anche quando il suo cuore urlava “No”. Un giorno, stanca di sentirsi invisibile, si sedette davanti allo specchio. Non uno di quelli grandi, da parete. Uno piccolo, da borsetta. E si guardò negli occhi. Per un attimo volle distogliere lo sguardo, ma non lo fece. E da lì, da quello sguardo un po’ stanco, nacque una domanda: “E se fossi io, ora, quella da scegliere?” Non sapeva ancora bene cosa volesse dire, ma iniziò da piccole cose. Un “no” sussurrato, un messaggio non inviato, un silenzio mantenuto, un abbraccio dato a se stessa. Un giorno si scrisse s...

Fibromialgia: non tutto è fibromialgia. Per amore della chiarezza e del rispetto verso chi convive con questa malattia.

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Nei gruppi di supporto, nelle community online e sotto tanti post a tema fibromialgia, capita sempre più spesso di leggere commenti del tipo: “Anche questo sarà la fibro…”, “Sento questo sintomo strano, sicuramente è la fibromialgia”, o ancora “Mi fa male tutto, sarà colpa della fibro”. Comprendo bene il bisogno di trovare un nome, una spiegazione, un contenitore in cui inserire quel malessere che a volte sembra non avere né capo né coda. So quanto sia difficile sentirsi prese sul serio, soprattutto quando per anni ci siamo sentite dire che era tutto nella nostra testa. Ma proprio per questo, oggi desidero portare una riflessione scomoda ma necessaria. No, non tutto può essere attribuito alla fibromialgia. E continuare a farlo rischia di farci male. Il rischio del “calderone” La fibromialgia è già una sindrome complessa, multifattoriale, poco conosciuta e spesso mal interpretata. Se iniziamo a far rientrare qualsiasi sintomo, disagio o manifestazione fisica sotto la sua etichetta, risc...

Confini: l'amore che impariamo a darci quando non ne possiamo più di soffrire!

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🦋 𝗖𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮. Eppure… certe dinamiche tornano. Come onde che non hai previsto. Come nodi che credevi sciolti. Mettere confini sani dovrebbe essere naturale, vero? E invece a volte è faticoso, doloroso… fa sentire quasi colpevole. Perché ci portiamo dentro un copione antico, cucito addosso da bambine: 😮‍💨 “Se mi faccio valere, non mi ameranno.” 😮‍💨 “Se dico no, ferirò l’altro.” 😮‍💨 “Se mi metto al primo posto, sono egoista.” Così, a volte cedo. O mi irrigidisco. O mi spiego troppo, mi giustifico, mi incastro in relazioni che non rispecchiano più chi sono. La verità? 🌟 𝗠𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗲' 𝘂𝗻 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼. 𝗘' 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗻𝗼𝗶 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲. 💕💕 Ma per arrivarci, serve attraversare strati di condizionamenti, paure e ferite che ci hanno insegnato a: ⛔️ non disturbare ⛔️ non deludere ⛔️ non essere troppo In qu...