Lettera alla Fibromialgia
Sei arrivata come fanno le cose vigliacche: in silenzio, senza volto, senza prove. Ti sei infilata nel mio corpo mentre nessuno guardava e hai iniziato a smontarmi pezzo per pezzo. Mi hai preso il corpo e lo hai reso inservibile. Ti sei sporcata del mio sangue perché è la mia vita che stai rubando giorno dopo giorno. È con il mio sangue che ti nutri, con le mie notti insonni, con i miei risvegli senza forza, con i miei sogni rimandati, con le parti di me che non ho potuto vivere. Mi hai rubato il diritto alla leggerezza. Mi hai insegnato che il riposo non riposa, che il sonno non salva, che ogni risveglio può essere una nuova sconfitta. Hai preso il mio tempo e lo hai trasformato in attesa. Attesa che passi. Attesa che migliori. Attesa di tornare quella di prima. Ma io quella di prima non ci torno. Perché mi hai cambiata. Mi hai spezzata. E mi spezzi ancora. Hai trasformato il mio corpo in una trappola. Un luogo inaffidabile. Un territorio che mi tradisce anche quando non faccio nulla....