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Fibromialgia non serve una diagnosi per avere RISPETTO

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Non è una gara a chi soffre di più. Eppure, a volte sembra che si debba sempre dimostrare qualcosa. Dimostrare che il proprio dolore è reale. Che è abbastanza forte da meritare attenzione. Che non ti stai inventando niente. Che non stai esagerando. Ma la verità è semplice: quando una persona sta male, ha bisogno di rispetto. Punto. Non importa se il dolore si vede o no. Se ha un nome chiaro o una diagnosi ancora incerta. Non serve fare classifiche. Non serve chiedere certificati emotivi. Perché essere forti non significa non provare dolore. Significa continuare a vivere anche quando il dolore c’è. E sì, significa anche avere il coraggio di mostrarsi fragili. Essere fragili non è un difetto. È una forma di verità. È la parte di noi che chiede attenzione, delicatezza, umanità. Eppure troppo spesso chi convive con il dolore cronico o con una malattia invisibile si sente obbligato a giustificarsi, a spiegare, a “farsi capire”. Come se il dolore valesse solo quando è evidente agli occhi deg...

Luisa: aveva bisogno che qualcuno vedesse oltre il dolore e oltre il camice bianco.

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"𝗔𝘃𝗲𝘃𝗼 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗱𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲" – 𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗟𝘂𝗶𝘀𝗮 Luisa ha 55 anni, è una psicologa e da tempo convive con la fibromialgia e altre patologie croniche. Quando mi ha scritto per chiedere informazioni sul percorso individuale, ho percepito fin da subito il suo cuore, ma anche le sue riserve. Mi ha detto chiaramente: “Sono una professionista anch’io, faccio questo lavoro da anni. Non so se un percorso con una coach possa davvero essermi utile.” La sua voce portava in sé il peso di chi ha cercato, esplorato, studiato… eppure si sente ancora bloccata, intrappolata in un corpo che urla e in una mente che non riesce più a trovare pace. 𝗗𝗲𝘃𝗼 𝗮𝗺𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗹𝗼: 𝗮𝗻𝗰𝗵’𝗶𝗼 𝗵𝗼 𝗮𝘃𝘂𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗶𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗠𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮: “𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗼 𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀ì 𝗽𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗮? 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗮 𝗺𝗲?” ...

Quando ho capito che non dovevo più dimostrare nulla

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C’è stato un momento – preciso, netto – in cui ho sentito che non ce la facevo più. Non era stanchezza. Era svuotamento. Avevo passato anni a cercare di essere abbastanza. Abbastanza capace, abbastanza forte, abbastanza sorridente anche quando dentro urlavo. Mi svegliavo e già mi sentivo in difetto. Come se la giornata partisse con un debito da colmare. E poi, un giorno, qualcosa si è rotto. O forse, finalmente, si è aperto. Ho capito che tutta quella corsa non aveva mai a che fare con me , ma con uno sguardo che mi immaginavo fuori: quello degli altri. Ho capito che ogni "sì" detto controvoglia, ogni sforzo di troppo, ogni sorriso forzato… erano un modo per tenere in piedi un'immagine. Ma quella donna che mostravo non ero io. La verità? Ero stanca di dimostrare. A tutti. Ma soprattutto a me stessa. E allora ho cominciato a farmi una promessa semplice: "Io non devo meritare il mio spazio. Io sono già degna, così come sono." Da lì è iniziato un ...

La fibromialgia e le ferite dell’anima: un viaggio di guarigione.

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La fibromialgia, una condizione cronica che provoca dolore muscolare diffuso e affaticamento, è spesso accompagnata da un profondo impatto emotivo e psicologico. Molte persone che vivono con la fibromialgia si trovano a fare i conti con un senso di solitudine, frustrazione e inadeguatezza. Ma oltre alla sofferenza fisica, c'è un aspetto meno discusso ma altrettanto cruciale: le ferite invisibili dell'anima. Nel mio percorso "Dalla Brava Bambina alla Donna Libera", esploro le 5 ferite dell'anima e come ciascuna di esse possa influenzare la nostra vita quotidiana. Oggi voglio concentrarmi su come queste ferite possano essere collegate alla fibromialgia e come il processo di guarigione possa integrare corpo e anima. Le 5 ferite dell'anima e la fibromialgia Ferita del Rifiuto: Quando la persona si sente non amata, rifiutata o non accettata, spesso questo si riflette nella propria salute fisica. Il corpo può rispondere al rifiuto interno con tensioni muscolar...