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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

L'anno che verrà

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Prima che questo anno si chiuda davvero, vorrei invitarti a una riflessione diversa dal solito. Non una lista di obiettivi. Non l’ennesimo “da gennaio cambio tutto”. Ma un momento di ascolto vero, di quelli che chi vive con la fibromialgia rimanda spesso perché già attraversare le giornate richiede un’enorme quantità di energia. Come inizierebbe il nuovo anno se… ✨ smettessi di chiederti se stai esagerando ✨ smettessi di dover spiegare, difendere o giustificare il tuo dolore ✨ iniziassi a riconoscerlo come valido, anche senza conferme esterne ✨ ti parlassi con la stessa comprensione che riservi agli altri ✨ smettessi di combattere il tuo corpo e iniziassi a camminargli accanto ✨ ti concedessi di essere stanca senza trasformarlo in una colpa Chi convive con la fibromialgia lo sa: il dolore non è solo fisico. È fatto di parole non dette, di spiegazioni continue, di sguardi che dubitano, di frasi che minimizzano. È vivere in un corpo che chiede rallentamento in un mondo che pretende veloc...

Fibromialgia: il dolore che invade la pelle

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Ci sono donne che non hanno mai urlato. Non hanno mai fatto scenate. Non hanno mai “dato problemi”. Sono state brave. Educate. Composte. E spesso… hanno una pelle che parla al posto loro. Dermatiti. Sfoghi. Arrossamenti. Pruriti che arrivano senza preavviso. Zone che bruciano proprio quando dovrebbero solo “resistere”. Non è fragilità. È il corpo che ha smesso di obbedire. Perché se sei stata una Brava Bambina, hai imparato presto a non disturbare. A non dire di no. A non deludere. A sopportare. Hai imparato che l’amore passava dal compiacere. Che la sicurezza stava nell’adattarti. Che i confini… non erano ammessi. E così li ha messi la pelle. 🧬 La pelle è il primo confine. È il luogo dove finisce l’altro e inizi tu. E quando quel confine è stato invaso troppe volte — emotivamente, psicologicamente, a volte anche fisicamente — il corpo trova un modo per dirlo. La pelle si arrossa quando qualcuno si avvicina troppo. Prude quando trattieni ciò che vorresti dire. Si infiamma quando conti...

Che questo Natale non ti chieda di essere più forte, ma solo più gentile con te stessa.

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Ci sono giorni che non chiedono forza, ma dolcezza. Giorni in cui il mondo corre verso le feste e tu magari ti senti indietro, stanca, diversa, più fragile del solito. Giorni in cui sorridere costa fatica e il cuore avrebbe solo bisogno di riposo. Se oggi ti senti così, voglio dirti una cosa semplice: 💜 va bene. Va bene non essere felici a comando. Va bene essere lenti. Va bene sentire di più. Va bene anche sentire nostalgia, vuoto, stanchezza. Non devi dimostrare nulla a nessuno. Non devi essere “più forte”. Non devi farcela meglio degli altri. Oggi concediti una carezza, anche solo una. Una parola gentile verso te stessa. Un respiro un po’ più profondo. Un “sto facendo del mio meglio” detto senza vergogna. Se il tuo corpo fa male, se il tuo cuore è pesante, se questo periodo riapre ferite o ricordi, sappi che non sei sola. Anche nel silenzio, anche nell’invisibile, io so che ci sei. So che a volte vorresti indietro la tua vita, o almeno la versione di te che non faceva così male. E ...

Fibromialgia, Mindfulness e Pnei: quando il corpo chiede ascolto.

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Chi soffre di fibromialgia presenta una particolare 𝗜𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼𝘀𝗶, che vengono percepiti in modo molto più intenso rispetto alla popolazione generale. Si tratta di una condizione complessa e multifattoriale, la cui causa è ancora oggetto di dibattito scientifico. Tuttavia, oggi sappiamo che 𝘀𝘂𝘀𝗰𝗲𝘁𝘁𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗴𝗲𝗻𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶, 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘀𝘀 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗯𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗼𝗿𝗿𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗲 𝗮𝗹 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮. A livello cerebrale si osservano 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗶 𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲, con una vera e propria amplificazione della risposta dolorifica (sensibilizzazione centrale). Parallelamente, numerosi studi hanno evidenziato 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼, con un aum...

Si può morire pur non smettendo di vivere

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Ci sono tanti modi in cui smettiamo di vivere pur non morendo. Accade lentamente, spesso senza che ce ne accorgiamo. Non c’è un momento preciso, non c’è una data da ricordare. C’è un prima e un dopo che si confondono. Smettiamo di vivere quando qualcuno che amiamo se ne va. Quando una relazione finisce, quando una persona muore, quando un legame si spezza lasciando un vuoto che nessuno sa davvero come colmare. Smettiamo di vivere quando ci guardiamo allo specchio e non ci riconosciamo più. Quando il tempo, qualche chilo in più, una malattia, il dolore fisico trasformano il nostro corpo in qualcosa che somiglia solo lontanamente a ciò che eravamo. E insieme al corpo cambia anche lo sguardo che abbiamo su noi stessi. Smettiamo di vivere quando le difficoltà economiche rendono tutto pesante, quando ogni scelta diventa una rinuncia, quando la paura del futuro occupa più spazio dei sogni. Smettiamo di vivere quando non ci amiamo abbastanza. Quando pensiamo di non valere, di essere “meno”, d...

La multifattorialità sociale non è social

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Quello che ti pesa non è solo tuo… è sociale. Ma sui social non lo vedi. Non so perché da stanotte mi gira in testa una frase.  A volte la mente ci parla prima ancora che noi capiamo cosa vuole dirci. La frase che mi gira per la testa da stanotte è:  “La multifattorialità sociale non è social.” E più la ripeto, più sento quanto sia vera. Soprattutto per chi vive con la fibromialgia… e non solo. Perché la multifattorialità sociale parla del modo in cui stai nel mondo. Del perché reagisci come reagisci. Del perché ti senti sempre “di troppo” o “troppo poco”. Del perché fai fatica a dire no. Del perché assorbi tutto. Del perché certe relazioni ti pesano come macigni… e altre ti alleggeriscono. Parla dei mille fattori che influenzano come ti senti dentro i legami: • la tua storia • la tua educazione (“non dare problemi”, “non lamentarti”) • la ferita del non sentirti abbastanza • il bisogno di approvazione • le tue emozioni bloccate • la paura del rifiuto • il timore di deludere •...