Quando l'amore ti spezza, può anche diventare la tua rinascita !
Quando ho capito che stavo amando troppo… e dimenticando me stessa
Oggi voglio raccontarti qualcosa che, per me, è stato perfino più difficile da condividere della mia esperienza con la fibromialgia: la mia storia dentro una relazione tossica.
E il cammino profondo che ho dovuto fare per uscirne.
C’è stato un tempo in cui credevo che il silenzio fosse amore.
Che il rispetto significasse farmi piccola.
Che “stare buona” mi avrebbe protetta.
E invece… mi stavo perdendo.
La relazione con A. è iniziata come in un sogno. Tutto era perfetto… quando c’era.
Ma appena si allontanava, io crollavo. Vivevo in attesa di un messaggio, di un cenno, di una promessa non mantenuta.
Dipendevo da quelle briciole.
Quella parte fragile di me — quella “brava bambina” che avevo imparato a essere per sopravvivere — chiedeva solo una cosa:
essere vista, riconosciuta, amata.
Poi, un giorno, la verità è venuta fuori.
A. non era divorziato, come mi aveva fatto credere.
Aveva una doppia vita. Io ero “l’altra”. A mia insaputa.
E lui… semplicemente si era “dimenticato” di dirmelo.
È stato come ricevere una coltellata nel petto.
Ho pianto. Ho imploso. Mi sono chiesta: Com’è possibile che non mi sia accorta di nulla?
E poi ho capito.
Ho capito che ero io che, per amore, avevo rinunciato a me stessa.
Che avevo rispettato i suoi silenzi… dimenticando i miei confini.
Che avevo dato, dato, dato… senza mai ricevere davvero.
Perché credevo che solo così qualcuno mi avrebbe scelta.
Quel dolore mi ha obbligata a guardarmi dentro.
Mi ha insegnato che ciò che cercavo disperatamente fuori… era qualcosa che solo io potevo darmi.
Così ho iniziato a lavorare su di me: sulle ferite, sulle maschere, sugli automatismi.
Ho imparato a dire no. A mettere paletti.
A riconoscere il mio valore.
A scegliere me stessa. Ogni giorno.
E sì, anche il mio corpo ha parlato forte in quel periodo.
Lo stress, il dolore emotivo, la stanchezza... tutto si faceva sentire con più forza.
Ma lì, in quel dolore, mi sono fatta una promessa:
Nessuno merita il mio dolore. Nessuno merita che io mi annulli per amore.
Oggi mi sveglio ogni mattina con un senso di verità.
Sto costruendo una vita autentica. Onesta. Libera.
Non ti racconto tutto questo per fare la vittima.
Ma perché so che là fuori ci sono tante donne che vivono prigioni emotive simili…
e forse non riescono ancora a chiamarle per nome.
Ti scrivo per dirti che uscirne è possibile.
Che ricostruirsi è possibile.
Che amare senza perdersi è possibile.
Ed è proprio ciò che oggi accompagno a fare nel percorso “Dalla Brava Bambina alla Donna Libera”.
Perché non sei sbagliata se hai amato troppo.
Ma meriti di imparare ad amare anche te.
Se queste parole ti risuonano, sappi che ti capisco.
Scrivimi se senti che è il momento di riscrivere la tua storia.
Ti prendo per mano. Insieme possiamo camminare verso la tua libertà e la tua rinascita.
Non ti prometto che sarà facile.
Ti prometto che sarà vero.
E che non sarai più sola.
Con amore,
Valerita Albano
Insegnante Ufficiale HYL
Fondatrice di FibroLove e di Liberamente Donna
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