L'arte di essere fragili.
Per chi convive con la fibromialgia, ogni difficoltà può sembrare più grande di quanto si possa immaginare.
Spesso, il dolore più intenso non si vede all’esterno, ma si sente dentro, nell’anima.
La fibromialgia amplifica tutto: il dolore, la stanchezza, le emozioni.
E proprio per questo, ogni momento difficile diventa una sfida enorme, molto più impattante di quanto succeda a chi non vive questa condizione.
Ma cosa succede quando ci sentiamo sopraffatti?
Quando perdiamo il controllo del corpo e della mente?
Da professionista che parla di fibromialgia e crescita personale, so bene che il miglior insegnante è chi vive sulla propria pelle ciò di cui parla.
Spesso dobbiamo imparare a lasciar andare il passato, ad accogliere la nostra fragilità, quella fragilità che per anni abbiamo nascosto con grande abilità.
La fragilità di un essere umano è una condizione preziosa per entrare nel proprio stato naturale di libertà.
Da quando nasciamo, ci fanno credere il contrario; veniamo educati a generare una forza non reale che è solo rigidità — una resistenza alla vita.
Le emozioni negative non arrivano per sconvolgerci o complicarci la vita, anche se a volte ci fanno male nel momento in cui le viviamo.
Come le emozioni positive, anche quelle difficili hanno una funzione preziosa: insegnarci qualcosa.
Forse ti stai chiedendo: “Ma a chi piace sentirsi triste? Chi può sopportare la sensazione di sentirsi spezzati dentro?”
Ci hanno insegnato a scappare da tutto questo, a non piangere, a non essere deboli, a dover essere felici sempre, a tutti i costi.
Ma le emozioni servono a mostrarci le esperienze che viviamo, sia nel presente che nel ricordo.
Nessuno è immune dalle cadute, nessuno vivrà una felicità eterna, nessuno sarà sempre perfettamente sano o in forma.
Quello che proviamo ci completa e ci aiuta, anche quando sembra il contrario.
E allora forse è proprio questo il motivo per cui dobbiamo imparare a chiedere aiuto.
Tutti abbiamo bisogno di una mano in certi momenti, ma il nostro orgoglio ci spinge spesso a fare tutto da soli.
Il punto non è essere forti sempre, il punto è riconoscere quando serve un sostegno per rialzarsi.
Rialzarsi non significa non poter ricadere ancora.
Significa avere la consapevolezza che ogni caduta fa male, che a volte è difficile tornare in piedi, ma che ogni volta in cui ci rialziamo diventiamo più forti, più consapevoli.
Personalmente, ho imparato che essere fragile non significa essere deboli o indistruttibili.
A volte possiamo andare in pezzi, e va bene così.
Da professionista, pensavo che non avrei mai dovuto più cadere, per dare il buon esempio, che non avrei potuto permettermi la fragilità.
Ma non è così.
Si può essere fragili, si può cadere, la vera differenza sta nel rialzarsi ogni volta.
Imparare a vivere con la fibromialgia significa anche imparare a vedere la fragilità come una risorsa, come un ponte che ci aiuta a capire meglio il dolore nostro e degli altri.
Buona giornata, amiche di Fibro.
Con amore,
Valerita Albano
Insegnante ufficiale HYL
Fondatrice di FibroLove e Liberamente Donna
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