La fibromialgia ti fa vivere con il filo spinato nel corpo

Come si può provare a descrivere un dolore che non si vede, ma che è costante, logorante, totalizzante?
Forse così riesco a rendere l’idea.

𝗜𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮.
Immagina di svegliarti ogni mattina in un corpo che non ti appartiene più. Un corpo avvolto nel filo spinato. Ogni movimento lo fa penetrare nella carne: a volte lentamente, con una fitta sorda e profonda che arriva fino ai muscoli; altre volte con punte acute come aghi che trafiggono la pelle senza sosta.
Il filo spinato è sempre lì. Lo senti quando cammini, quando ti siedi, quando provi a riposare. Si infila sotto le palpebre con scariche elettriche, punge sotto le unghie, trafigge le articolazioni. Ogni gesto risveglia il dolore, ogni passo è un equilibrio precario tra resistenza e sfinimento.
Ora aggiungi lividi che compaiono senza motivo, la pelle che brucia al minimo contatto, fitte improvvise che si insinuano nelle viscere e nelle parti più intime. E poi ancora, una pressione costante sulla testa, come se qualcuno premesse con forza, fino a farti girare la testa, fino a confonderti.

𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲' 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮.
Immagina di sentire incessanti martellate sui piedi e sulle mani, le gambe pesanti come macigni, così difficili da muovere che ogni passo diventa una conquista. E come se non bastasse, immagina di dover indossare un’armatura di ferro, rigida, opprimente, che stringe il corpo e schiaccia il filo spinato ancora più a fondo. Ogni movimento è uno sforzo immane. Ogni azione richiede il triplo dell’energia di una persona sana.
E poi ci sono le notti insonni. Ti sdrai sperando di riposare, ma il dolore non dorme mai. Ti giri e rigiri nel letto, mentre la stanchezza si accumula senza mai trasformarsi in riposo. Ti svegli più esausto di quando ti sei coricato.

E come se tutto questo non fosse già abbastanza, devi anche spiegare, giustificarti, combattere contro chi non capisce. Medici che minimizzano, persone che ti guardano con sospetto, giorni di attesa per una visita che forse non porterà risposte. 

𝐓𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐮𝐧 𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨. 

Ti senti invisibile.
E ora prova a immaginare di non ricordare più cosa significhi sentirsi bene. Di non sapere più cosa voglia dire essere senza dolore.

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞' 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐨' 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐛𝐫𝐨𝐦𝐢𝐚𝐥𝐠𝐢𝐚.

𝗖𝗼𝗻 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲,
𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗼
𝗜𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗨𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗛𝗬𝗟 
𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗶𝗯𝗿𝗼𝗟𝗼𝘃𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗗𝗼𝗻𝗻𝗮

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