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Il modo in cui descriviamo il mondo, parla di noi. Non del mondo.

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Funziona così: vediamo qualcosa “fuori” — un tramonto, una persona che si comporta in un certo modo, una situazione che ci tocca — e, quasi senza accorgercene, peschiamo dal nostro cervello le parole per descriverlo. Lo facciamo in automatico, senza pensarci. E poi, magia. ✨ Iniziamo a stare emotivamente e fisicamente esattamente come le parole che abbiamo scelto dicono che dovremmo stare. Se lo descriviamo come faticoso, lo sentiremo più pesante. Se lo definiamo come una minaccia, il corpo entrerà in allarme. Se lo raccontiamo come “troppo”, “insopportabile”, “ingiusto”, il nostro sistema nervoso si adeguerà a quel racconto. Ce la andiamo a cercare, insomma. E troviamo sempre ciò che cerchiamo — purtroppo e per fortuna. 💭 È per questo che amo ripetere una frase che trovo geniale di Paolo Borzacchiello: “Così come stai, dici. Così come dici, stai.” Non è solo comunicazione. È biologia, emozione, corpo. Le parole che usiamo non descrivono soltanto la realtà: la modellano. Ogni parola h...

Siamo tutti filosofi con il dolore degli altri

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Fino a che non capita a te, siamo tutti filosofi. Tutti esperti di vita, di forza di volontà, di rimedi miracolosi. Tutti pronti a dispensare consigli non richiesti, a giudicare senza capire davvero. Quando il dolore è degli altri, è facile minimizzarlo. “È solo stress.” “Forse dormi troppo.” “Esci, distraiti, vedrai che passa.” Frasi fatte, parole leggere che però cadono pesanti su chi le riceve. Perché 𝗰𝗵𝗶 𝘀𝗼𝗳𝗳𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗼𝗺𝗶𝗮𝗹𝗴𝗶𝗮 – 𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝘀𝗶𝗮𝘀𝗶 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 – 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲. La fibromialgia non è “stanchezza cronica” o “suggestione”. È un peso che ti trascina a fondo anche nei giorni migliori. È svegliarsi già esausta, con il corpo rigido come se avessi corso una maratona nel sonno. È dolore ovunque, senza un motivo apparente. Un dolore che non segue logiche, che cambia forma, si sposta, ti sfida, ti sfianca. Un dolore che non si vede, e per questo molti non ci credon...

Le ferite invisibili che ci hanno insegnato a essere "Brave"

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Ci sono esperienze che non si vedono, ma ti cambiano per sempre. Ferite che non sanguinano, ma restano lì, sotto la pelle dell’anima, a modellare chi sei e come ti muovi nel mondo. L’abuso, l’abbandono, la svalutazione. Non sono solo ricordi dolorosi: diventano schemi, impronte profonde che ti fanno cercare amore nei luoghi dove non c’è, approvazione dove basterebbe solo presenza. Quando da bambina hai imparato che per essere amata dovevi non disturbare, essere perfetta, accomodante, silenziosa… hai iniziato a costruire la tua corazza. La “Brava Bambina”. Quella che si adatta, che intuisce i bisogni degli altri prima dei propri, che si fa piccola pur di non perdere l’amore. Solo che poi cresci. E quella corazza, che un tempo ti ha salvata, comincia a pesarti addosso come una prigione. ✴️ E allora cosa succede quando cresci sentendoti “non abbastanza”? Se hai vissuto esperienze di abuso, rifiuto o abbandono, forse ti ritrovi in questi schemi. Non perché li vuoi, ma perché un tempo erano...

Fibromialgia e Neuropatia delle Piccole Fibre: diverse ma simili

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Negli ultimi anni, l’attenzione verso le malattie croniche invisibili è cresciuta, ma non abbastanza da garantire diagnosi sempre corrette, tempestive e chiare. È il caso della fibromialgia e della neuropatia delle piccole fibre (NPF): due condizioni diverse, ma spesso confuse tra loro per via dei sintomi simili. Molte persone ricevono diagnosi parziali, errate o vengono liquidate co superficialità, finendo per convivere a lungo con dolore cronico, stanchezza profonda e un senso di smarrimento. C’è chi viene etichettata come fibromialgica, ma in realtà ha una neuropatia. C’è chi ha entrambe le condizioni, ma non lo sa. Distinguere tra queste due patologie è fondamentale, non solo per individuare l’origine del proprio malessere, ma anche per scegliere il percorso terapeutico più adeguato, sentirsi riconosciute e tornare a fidarsi del proprio corpo. Questo articolo nasce per fare chiarezza, offrire un’informazione accessibile ma rigorosa e aiutare chi convive con sintomi complessi a orie...

Fibromialgia nei Lea e riflessione personale: il riconoscimento non basta. Serve anche essere creduti.

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💜Essere visti non basta. Serve anche essere creduti.💜 In questi giorni se ne fa un gran parlare, si legge ovunque che la fibromialgia è finalmente riconosciuta nei Livelli Essenziali di Assistenza. È sicuramente un passo importante, una vittoria che molte persone aspettavano da anni. Perché sì, il riconoscimento significa dirlo ad alta voce: “La tua malattia esiste, il tuo dolore è reale.” Eppure… come sempre riflettevo, perché mi piace da sempre analizzare le cose da più punti di vista, e onestamente dico che il riconoscimento, da solo, non basta. Perché l’ignoranza, il pregiudizio e la superficialità continuano a vivere nelle corsie degli ospedali, negli studi medici, nelle conversazioni di chi ti guarda e dice: “Ma non sembri malata.” “È solo stress.” “Devi reagire.” ❌ Il riconoscimento istituzionale non cancella la disinformazione. ❌ Non cancella gli sguardi scettici, i sorrisi forzati, le diagnosi frettolose. ❌ Non cancella anni di invisibilità e di frasi che hanno ferito più de...

Nella vita o hai la gastrite o te ne freghi

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Sorrido ogni volta che leggo questa frase: “Nella vita devi fare una scelta. O cominci a dire ‘me ne frego’… oppure convivi con la gastrite.” Fa ridere, sì. Ma se ci pensi, dice una verità profonda: ogni emozione non espressa, ogni “no” ingoiato, ogni rabbia trattenuta… il corpo la ricorda. Il corpo è la parte più sincera di noi. Non mente, non giustifica, non razionalizza: esprime. E quando la mente non trova le parole, il corpo diventa la sua voce. 💫 Quante volte hai avuto mal di stomaco dopo una discussione non affrontata? Quante volte ti sei sentita bloccata alle spalle dopo aver “retto” troppo? Quante volte hai sorriso fuori mentre dentro urlavi “basta”? Questo è il linguaggio della connessione mente-corpo: ogni emozione ha una via biologica. Ogni pensiero crea una reazione chimica. Ogni parola non detta lascia un segno da qualche parte. E non serve arrivare alla gastrite per imparare a dire “basta”. A volte basta cominciare ad ascoltarsi. Dare voce a ciò che provi. Lasciare che ...

Fibromialgia: Metti l'oro nelle tue ferite

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Il Kintsugi è l’antica arte giapponese di riparare le ceramiche rotte con l’oro. Invece di nascondere le crepe, le rende preziose. Ogni frattura diventa un segno di forza, un ricamo di luce, una testimonianza di rinascita. Questa arte ci insegna qualcosa di profondo: non dobbiamo vergognarci delle nostre ferite. Sono le linee che disegnano la nostra umanità. Sono i punti in cui la vita ci ha attraversate, dove abbiamo imparato a sentire, a scegliere, a ricominciare. 💛 Anche la fibromialgia, in fondo, è un percorso di Kintsugi interiore. Ti spezza, sì. Ti piega. Ti cambia. Ma dentro ogni dolore c’è un frammento d’oro che aspetta di essere visto. L’oro della consapevolezza, della compassione, dell’amore verso te stessa. Per tanto tempo ho provato a nascondere le mie crepe. A fingere che non facessero male. Ma più cercavo di coprirle, più perdevo me stessa. Finché ho capito che proprio lì — nel punto della ferita — abitava la mia verità. Le mie cicatrici non sono più una vergogna, sono l...