Ci sono cose che chi non ha la fibromialgia non potrร  mai capire.

๐ŸŒฟ ๐—–๐—ถ ๐˜€๐—ผ๐—ป๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฝ๐˜‚๐—ผ๐—ถ ๐˜€๐—ฝ๐—ถ๐—ฒ๐—ด๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—บ๐—ถ๐—น๐—น๐—ฒ ๐˜ƒ๐—ผ๐—น๐˜๐—ฒ.

Ma finche' non le vivi sulla tua pelle, difficilmente puoi comprenderle davvero.

Una delle tante e' questa:

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Non stanchi perche' hai dormito poco.

Non stanchi perche' hai fatto tardi.

Non stanchi perche' ieri hai avuto una giornata pesante.

Ti svegli dopo aver dormito e il tuo corpo sembra dirti:

"Oggi no."

Gli occhi si aprono, ma e' come se il corpo non avesse mai spento davvero il motore.

Ti alzi e sei gia' affaticata.

Le gambe pesanti.

I muscoli fanno male.

La testa e' annebbiata.

E magari fuori c'e' una giornata normalissima.

Per gli altri e' semplicemente:

"Dai, alzati. Una volta che ti muovi passa."

Ma tu sai che non funziona cosi'.

E c'e' una cosa ancora piu' difficile da spiegare.

๐—ก๐—ผ๐—ป ๐˜€๐—ฎ๐—ถ ๐—บ๐—ฎ๐—ถ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐˜‚๐—ฟ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ'.

Puoi svegliarti pensando di poter affrontare la giornata e, qualche ora dopo, ritrovarti senza piu' energie.

Oppure puoi aprire gli occhi e sapere immediatamente che oggi anche le cose piu' semplici saranno una fatica.

E poi c'e' qualcosa che chi non vive questa realta' difficilmente vede.

๐Ÿ’ญ ๐—ข๐—ด๐—ป๐—ถ ๐—ด๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ป๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ถ ๐—ป๐—ฒ๐—ด๐—ผ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—ถ๐—น ๐˜๐˜‚๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฝ๐—ผ.

Cosa posso fare oggi?

Quanto posso camminare?

Posso uscire?

Posso lavorare?

Posso cucinare?

Posso vedere qualcuno?

Posso fare quella cosa che avevo programmato?

Per chi sta bene, queste sono domande quasi inesistenti.

Per chi vive con la fibromialgia possono diventare una vera pianificazione quotidiana.

Perche' non puoi dare per scontato che domani avrai le stesse energie di oggi.

E allora impari a fare una cosa che gli altri difficilmente vedono:

๐—ฟ๐—ถ๐—ฑ๐—ถ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜€๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ป๐˜‚๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐˜๐˜‚๐—ฎ ๐˜ƒ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—ถ๐—ป ๐—ฏ๐—ฎ๐˜€๐—ฒ ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ถ๐—ผ' ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐˜๐˜‚๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฝ๐—ผ ๐˜๐—ถ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—บ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฒ.

E questo, alla lunga, stanca anche psicologicamente.

Perche' non vuoi sempre rinunciare.

Vorresti semplicemente vivere senza dover calcolare ogni movimento.

Vorresti poter dire:

"Domani facciamo questo."

senza aggiungere mentalmente:

"Sempre che io stia abbastanza bene."

๐Ÿ’œ ๐—ค๐˜‚๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฎ ๐—ฒ' ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ถ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐˜ƒ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐—ณ๐—ถ๐—ฏ๐—ฟ๐—ผ๐—บ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ด๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ๐—ณ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—น๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ฝ๐˜‚๐—ผ' ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ณ๐—ถ๐—ป๐—ผ ๐—ถ๐—ป ๐—ณ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ.

Non e' mancanza di volonta'.

Non e' pigrizia.

Non e' "non aver voglia".

๐—˜' ๐˜ƒ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ผ๐—ด๐—ป๐—ถ ๐—ด๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ป๐—ผ ๐—ฝ๐˜‚๐—ผ' ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐˜€๐—ฒ.

E allora, se conosci qualcuno che vive con una malattia invisibile, forse non serve dirgli:

"Devi reagire."

Puรฒ bastare:

๐ŸŒท "Come posso aiutarti oggi?"

Perche' non ti chiedo di capire perfettamente cio' che vivo.

๐Ÿ’œ ๐—ง๐—ถ ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ฒ๐—ฑ๐—ผ ๐˜€๐—ผ๐—น๐˜๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ด๐—ถ๐˜‚๐—ฑ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ๐—ผ' ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฝ๐˜‚๐—ผ๐—ถ ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ.

๐—–๐—ผ๐—ป ๐—ฎ๐—บ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ,
๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—”๐—น๐—ฏ๐—ฎ๐—ป๐—ผ
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