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Quante volte ti sei sentita dire "Sei troppo sensibile"?

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🌿 "Sei troppo sensibile." Una frase apparentemente innocua, ma capace di spegnere una fiamma dentro di te. Non è un rimprovero rumoroso, né un’offesa palese, è un silenzioso sminuire che ti entra dentro senza chiedere permesso. Non ti ascoltano, ti cancellano. Quando dici che qualcosa ti fa male, quando esprimi la tua sofferenza o il tuo disagio, chi ti risponde così non vuole comprendere: vuole archiviare, chiudere la porta prima ancora che tu abbia finito di parlare. Sta dicendo che non è la tua esperienza a essere legittima, ma è la tua sensibilità che è un problema. Che sei tu, non la situazione, a essere “troppo”. E dentro, si insinua il dubbio velenoso: "Forse sono davvero troppo? Forse dovrei essere diversa? Forse sto esagerando?" Questo è il meccanismo subdolo che ti porta a mettere in discussione te stessa, a dubitare della tua verità più profonda. Non importa quanto sia autentico il tuo sentire, se qualcuno decide che sei “troppo”, allora la colpa diventa...

L'arte di essere fragili.

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Per chi convive con la fibromialgia, ogni difficoltà può sembrare più grande di quanto si possa immaginare. Spesso, il dolore più intenso non si vede all’esterno, ma si sente dentro, nell’anima. La fibromialgia amplifica tutto: il dolore, la stanchezza, le emozioni. E proprio per questo, ogni momento difficile diventa una sfida enorme, molto più impattante di quanto succeda a chi non vive questa condizione. Ma cosa succede quando ci sentiamo sopraffatti? Quando perdiamo il controllo del corpo e della mente? Da professionista che parla di fibromialgia e crescita personale, so bene che il miglior insegnante è chi vive sulla propria pelle ciò di cui parla. Spesso dobbiamo imparare a lasciar andare il passato, ad accogliere la nostra fragilità, quella fragilità che per anni abbiamo nascosto con grande abilità. La fragilità di un essere umano è una condizione preziosa per entrare nel proprio stato naturale di libertà. Da quando nasciamo, ci fanno credere il contrario; veniamo educati a gene...

Le malattie invisibili sono veramente invisibili?

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👁‍🗨 Le malattie invisibili sono veramente invisibili? Questa è la domanda sul tavolo oggi. E no, non è una domanda retorica. È una ferita aperta. Una realtà taciuta. Una storia che tanti vivono e pochi vedono. Le malattie invisibili — come la fibromialgia, la fatica cronica, i disturbi neuro-infiammatori, il dolore emotivo persistente — non hanno segni visibili sulla pelle. Ma scavano dentro. Profondamente. A cosa rinuncia chi convive con qualcosa che non si vede? A molto, troppo, più di quanto si può immaginare. Si rinuncia al lavoro “tradizionale” perché il corpo non regge. Si rinuncia alla spontaneità — perché ogni impegno richiede strategia, calcolo, recupero. Si rinuncia alle relazioni leggere, perché pochi sanno restare accanto a chi non può dare “come prima”. A volte si rinuncia anche a parlare di sé, per non essere etichettate, compatite, ridotte al silenzio. 👉 Ma la rinuncia più dolorosa è un’altra: quella a sentirsi credute. Come cambia la vita? La vita cambia pelle. Cambi...

Trasformare il dolore in una risorsa: un viaggio dentro, un ritorno a te.

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Non esiste crescita autentica che non abbia attraversato il dolore. Ma il dolore, da solo, non basta. Il dolore, se non viene ascoltato, compreso, accolto, può solo ripetersi. È ciò che scegli di fare con quel dolore che lo trasforma. La fibromialgia, il burnout, la stanchezza emotiva... Non sono colpe. Non sono debolezze. Sono richiami profondi. Il corpo non tradisce. Parla. E quando non lo ascoltiamo, grida. Ogni sintomo, ogni tensione, ogni crisi è una richiesta di contatto. Con noi stesse. Con la parte che abbiamo dimenticato. 🌑 Il dolore come soglia Il dolore ti porta dove non volevi andare. Ti strappa dalle illusioni. Ti allontana dai ruoli. Ti libera dalle maschere. Quando arriva, non puoi più fingere. Non puoi più restare in ciò che ti fa male “perché si fa così”. Non puoi più ignorare ciò che la tua voce interiore sa da sempre. E allora ti fermi. Guardarti dentro diventa l’unica via possibile. Ed è lì — proprio lì, in quello spazio nudo e crudo — che inizia il ritorno a te. ...

Fibromialgia, parole e libertà: il linguaggio crea il corpo che abiti.

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Una cosa che la scienza conferma — e che da anni studio e ora insegno — è che il linguaggio non descrive solo la realtà: la costruisce. Ogni parola che usi è un impulso che il cervello riceve. Un’istruzione. Un messaggio. Una direzione. E se soffri di fibromialgia , questo vale doppio. Perché il tuo sistema nervoso è iperattivo, ipersensibile, iper-percettivo . Registra tutto. Anche le parole che ti dici in silenzio . Se ogni giorno ti dici:  “ Sono sbagliata” “Non valgo abbastanza” “Devo fare di più” Allora il corpo risponde con tensione, infiammazione, dolore . Perché riceve un solo comando: “non posso rilassarmi” . Se invece inizi a dirti: “Sono già abbastanza” “Scelgo me stessa, anche oggi” “Non devo salvare nessuno per meritare amore” Allora il corpo comincia ad abbassare le difese. Il sistema nervoso si regola. Il dolore si riduce. Non per miracolo. Per neurochimica. 💬 Testimonianza di Martina, 39 anni “Vivevo da anni con dolori continui. Nessun medico capiva, nessu...

Fibromialgia: le parole per dirla.

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C’è un potere enorme nelle parole che usiamo. E quando parliamo di fibromialgia, spesso si usano parole sbagliate : “è tutto stress” , “te lo stai inventando ”, “ è solo nella testa”. No. Basta. Queste parole fanno male più del dolore fisico. La fibromialgia è una realtà neurologica, una condizione che coinvolge il sistema nervoso, la percezione, il dolore, l’energia. È un sistema che va in tilt . Ma che si può riprogrammare. E qui entrano in gioco le parole. E il linguaggio. Come il linguaggio ti cambia la vita (anche con la fibromialgia). Il cervello non distingue tra ciò che immagini e ciò che vivi. Ogni parola che dici è un comando. Ogni pensiero ripetuto è un’istruzione. Se ogni giorno dici: “Non ce la faccio” “Sono sempre stanca” “È tutto inutile” Il tuo cervello prende nota. Obbedisce . E costruisce una realtà che conferma quelle parole. Ma se cominci a dire: “Oggi scelgo una cosa che mi fa bene” “Mi prendo cura di me, anche se il dolore c’è” “Faccio il meglio che posso, con que...

Quando la mente non si ferma il corpo si irrigidisce.

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🧠 Quando la mente non si ferma mai… e il corpo grida 💜 Ti è mai successo di voler solo riposare… …ma la tua mente continua a correre? Ripassi ogni dettaglio di quella conversazione. Ti chiedi se hai detto qualcosa di sbagliato. Ti preoccupi per domani, per quello che potresti non riuscire a fare. Hai quella sensazione di “non aver fatto abbastanza”. E anche quando il corpo è stanco, la mente… non si ferma. Questo è rimuginio mentale. È come una ruota che gira e non si spegne. Ed è logorante, soprattutto per chi convive con la fibromialgia. Perché il pensiero costante attiva tensione nel corpo, il respiro si accorcia, il sistema nervoso resta in allerta e il dolore... aumenta. 🔁 Più pensi, più ti contrai. Più ti contrai, più senti dolore. Più senti dolore, più ti preoccupi. È un circolo che conosco bene. E so anche che se ne può uscire. Nel percorso “Dalla Brava Bambina alla Donna Libera”, accompagno le donne a riconoscere questi meccanismi invisibili ma potentissimi. Dietro al rimug...