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Perché il tuo corpo non si sente più al sicuro?

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Se hai letto i miei ultimi post, abbiamo visto come molte persone con fibromialgia abbiano trascorso anni a essere forti, a resistere e a sopravvivere. Oggi voglio fare un passo in più. Parliamo del sistema nervoso. ⚠️ Prima, però, una premessa importante. La fibromialgia non è una malattia immaginaria. Non è "tutto nella testa". È una condizione reale, complessa e multifattoriale. Ma oggi la ricerca ci dice anche che il sistema nervoso può diventare estremamente sensibile dopo anni di stress cronico, traumi, ipervigilanza e dolore. Immagina un antifurto. Quando funziona correttamente, si attiva solo in presenza di un vero pericolo. Ma se diventa troppo sensibile, può iniziare a suonare anche quando passa un gatto. Il problema non è che l'antifurto sia finto. Il problema è che è diventato troppo reattivo. In modo simile, nella fibromialgia il sistema nervoso può diventare ipersensibile. Può amplificare gli stimoli. Può mantenere il corpo in uno stato di allerta. Può rende...

Sei in modalità sopravvivenza per difesa

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C'è stato un tempo in cui non ti sei accorta di smettere di vivere. Hai iniziato semplicemente a resistere. A dire sempre "va tutto bene". A mettere i bisogni degli altri davanti ai tuoi. A sorridere anche quando dentro ti stavi spegnendo. A convincerti che riposare fosse un lusso e chiedere aiuto una debolezza. Un giorno dopo l'altro. Un "ce la faccio" dopo l'altro. Finché il tuo corpo ha iniziato a chiedere ciò che tu continuavi a negargli. Non perché ti stesse tradendo. Ma perché stava cercando di proteggerti. La modalità sopravvivenza è una straordinaria strategia del nostro organismo. Quando viviamo troppo a lungo nello stress, nell'ipercontrollo, nel senso del dovere o nell'iperadattamento, il sistema nervoso può rimanere in uno stato di allerta persistente. È come se continuasse a percepire un pericolo, anche quando il pericolo non c'è più. Nella fibromialgia sappiamo che il sistema nervoso può diventare più sensibile agli stimoli e co...

Abbiamo imparato a sopravvivere ma ci siamo dimenticate di VIVERE

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🌿 𝗘 𝘀𝗲 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘃𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲, 𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲? L'altro giorno abbiamo parlato dell'identikit della persona con fibromialgia. Abbiamo visto che non esiste una personalita' fibromialgica, ma che molte storie condividono caratteristiche simili. Ed e' proprio da li' che nasce una riflessione che mi accompagna da tempo. ❓E se il problema non fosse la fragilita'? ❓E se, al contrario, il problema fosse che siamo state forti troppo a lungo? ✨ 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲' 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲. 𝗛𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘃𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲. 🌷A stringere i denti. 🌷A non disturbare. 🌷A non chiedere aiuto. 🌷A mettere gli altri al primo posto. 🌷A fare sempre un ultimo sforzo. Sempre un ultimo sforzo. 💭 Hanno imparato a funzionare anche quando il corpo chiedeva di fermarsi. Hanno imparato a ignorare i propri bisogni. A...

Chi è la persona che soffre di fibromialgia?

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🌿 𝗘𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝗸𝗶𝘁 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗼𝗺𝗶𝗮𝗹𝗴𝗶𝗮? Questa e' una domanda che mi accompagna da anni. 🤍 Chi e' davvero la persona che soffre di fibromialgia? Quali caratteristiche emotive, relazionali e di vissuto ritornano piu' spesso nelle storie di chi convive con questa malattia? ⚠️ 𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲' 𝗺𝗮𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮. Questo e' uno degli insegnamenti piu' importanti che ho ricevuto durante il mio percorso di formazione nel Coaching Oncologico. Le malattie accadono. Fanno parte della vita. Non esiste una persona che si ammala perche' se l'e' cercata. E non esiste una personalita' che porta inevitabilmente alla fibromialgia. 🌸 𝗡𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗼𝗺𝗶𝗮𝗹𝗴𝗶𝗰𝗮. Ma esistono esperienze, dinamiche e caratteristiche che ritornano sorprendentemente spesso. 🌿 𝗠𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗼𝗺𝗶𝗮𝗹𝗴𝗶𝗮 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗺...

I bambini maltrattati non spariscono. Diventano adulti che soffrono.

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I bambini maltrattati non smettono di esistere Qualche giorno fa ho ascoltato una riflessione che mi ha fatto fermare. Era una riflessione sul bambino interiore e sulle ferite dell'infanzia. Il concetto, in sostanza, era questo: i bambini feriti non spariscono. Crescono. Diventano adulti. E quella frase ha continuato a risuonarmi dentro. Perché spesso immaginiamo l'infanzia come qualcosa che appartiene al passato. Come una fase della vita che si conclude con il passare degli anni. Ma la verità è che l'infanzia non finisce necessariamente quando diventiamo adulti. Le esperienze che viviamo da bambini continuano a vivere dentro di noi. Nel modo in cui ci relazioniamo agli altri. Nel modo in cui amiamo. Nel modo in cui reagiamo al dolore. Nel modo in cui percepiamo il nostro valore. La ricerca psicologica e sociologica degli ultimi decenni ci mostra qualcosa di molto chiaro: le esperienze traumatiche infantili non restano confinate nell'infanzia. Entrano nelle relazioni. E...

Ilaria pensava di essere una donna forte: poi ha capito che era una brava bambina che aveva dimenticato se stessa.

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Mi chiamo Ilaria. Una mattina stavo scrollando Facebook senza pensare troppo. E mi è comparsa la pagina FibroLove e ho letto il titolo del percorso che propone Valerita e quel titolo mi ha punto dentro: “Da brava bimba a donna libera”. Ho sentito un brivido. All’inizio ero scettica. Condividere emozioni, esperienze, vissuti… con perfette sconosciute? Non era da me. Ma qualcosa mi ha spinta a dire sì. E da lì sono iniziati 10 giorni intensi. Ogni esercizio scavava. Toccava corde antiche. E faceva emergere emozioni che pensavo di aver già superato: ➡️ rabbia. ➡️ ansia. ➡️ ricordi sepolti. Mi dicevo: “Ho già lavorato su di me. Che cosa potrà mai tirare fuori ancora?” E invece ogni giorno apriva una porta nuova. Ho capito che amarsi davvero non è solo una frase bella. È una pratica quotidiana. È mettersi al primo posto, anche quando fa paura. È guardarsi allo specchio e iniziare a dire: “Così come sono, vado bene.” E Valerita c’era. Sempre. Con messaggi, parole giuste, presenza. Anche ment...

Fibromialgia: il DIRITTO di dire "Oggi sto male "

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Una delle difficoltà più grandi per chi vive con la fibromialgia non è solo il dolore fisico. È riuscire a parlarne. Molte persone oscillano tra due estremi: ⚠️ non dire niente e sopportare tutto; ⚠️ esplodere quando non ce la fanno più. In mezzo esiste una terza strada: l'assertività. Cos'è la comunicazione assertiva ❓️ Essere assertivi significa esprimere ciò che si prova, ciò di cui si ha bisogno e i propri limiti in modo chiaro, rispettoso e diretto. Non significa lamentarsi. Non significa aggredire. Non significa pretendere. Significa dare valore alla propria esperienza senza svalutarla e senza svalutare gli altri. Quando parla la vittima Chi si sente intrappolato nel ruolo della vittima spesso comunica partendo dall'impotenza. Ad esempio: ❌ "Tanto nessuno mi capisce." ❌ "A nessuno importa come sto." ❌ "Devo fare tutto io." ❌ "Con la mia vita va sempre tutto male." In queste frasi il focus è sul problema e sull'assenza di pos...

Fibromialgia: il trauma di sentirsi INVISIBILI

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Quante volte mi sono sentita sola, anche quando non ero davvero sola. La mia compagna di viaggio, la fibromialgia, mi accompagna da molti anni. E se c'è una cosa che mi ha insegnato è questa: si può essere circondati da persone e sentirsi comunque profondamente soli. Sono sicura che anche tu conosci questa sensazione. Persone intorno a te ce ne sono. Ma ti sembra che nessuno possa davvero comprendere ciò che stai vivendo. Non perché non ti vogliano bene. Ma perché il tuo dolore non si vede. Chi vive con la fibromialgia conosce bene quella sensazione di essere "fuori fase", di sentirsi un peso, di avere continuamente l'impressione di chiedere troppo. Perché come spieghi agli altri che hai dormito tutta la notte ma ti senti comunque esausta? Come racconti che il tuo corpo brucia, tira, pulsa, fa male ovunque... mentre gli esami spesso risultano normali? Come fai a spiegare qualcosa che nemmeno tu riesci a comprendere fino in fondo? Ed è qui che nasce una delle forme più...

Fibromialgia: il lutto di perdere se stessi

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Esiste un dolore nella fibromialgia di cui si parla troppo poco. Non è solo il dolore fisico. Non è solo la stanchezza. Non è solo il corpo che cambia. È il lutto invisibile di vedere la propria vita trasformarsi… mentre si è ancora vivi. Molte persone con fibromialgia non stanno solo affrontando una malattia cronica. Stanno affrontando la perdita silenziosa di ciò che erano. Della persona che riusciva a fare tutto senza pensarci. Della spontaneità. Dell’energia. Della libertà di uscire senza dover calcolare il dolore. Della possibilità di fare progetti senza paura di crollare. E il problema è che questo tipo di lutto spesso non viene riconosciuto da nessuno. Perché dall’esterno la persona è ancora viva. Cammina. Parla. Sorride. Ma dentro può sentirsi come qualcuno che sta lentamente perdendo pezzi di sé. Ed è una sensazione devastante. Perché la fibromialgia non cambia solo il corpo. Cambia il rapporto con il tempo, con i limiti, con l’identità. Molte persone iniziano a vivere una pro...

Fibromialgia: quando il corpo URLA ciò che l'ANIMA TACE!

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La psicosomatica sulla fibromialgia va affrontata con molta attenzione, perché esiste un errore molto pericoloso: confondere “la mente influenza il corpo” con “la malattia è inventata”. La fibromialgia è una condizione reale, neurobiologica e complessa. Non è “tutto nella testa”. Ma oggi sappiamo anche che trauma, stress cronico, invalidazione emotiva e iperattivazione del sistema nervoso possono influenzare profondamente il dolore e la sua intensità. Se la guardiamo in chiave psicosomatica e neurosemantica, la fibromialgia viene spesso descritta come: – la malattia del corpo che non riesce più a reggere; – del sistema nervoso sempre in allerta; – delle emozioni trattenute troppo a lungo; – del dover essere forti a ogni costo; – della solitudine emotiva; – del non detto; – del vivere continuamente in difesa. Molte persone con fibromialgia raccontano infatti una storia fatta di: – iperadattamento; – sensibilità elevata; – stress prolungato; – relazioni invalidanti; – bi...

Essere malati e non essere creduti è una forma di violenza.

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In occasione della Giornata Mondiale della Fibromialgia ho pubblicato una frase che ha colpito profondamente molte persone: “Essere malati e non essere creduti è una forma di violenza.” Oggi voglio portarvi con me nell’analisi psicologica e neurosemantica di questa frase, dei suoi risvolti emotivi e di ciò che significa davvero, per chi soffre, vivere costantemente nell’invalidazione del proprio dolore. “Essere malati e non essere creduti è una forma di violenza.” È una frase forte. Ma chi vive con una malattia cronica invisibile spesso sa esattamente cosa significa. Perché il dolore fisico, da solo, è già difficile. Ma il vero trauma nasce quando al dolore si aggiunge l’invalidazione. Quando ti senti dire: “è stress”, “sei troppo sensibile”, “devi reagire”, “non sembri malata”, “secondo me ci pensi troppo”. In quel momento non viene negata solo la malattia. Viene negata la tua esperienza. Ed è qui che nasce una ferita psicologica profonda. Perché ogni essere umano ha bisogno di sentir...

Quando il sangue non basta: il dolore silenzioso delle relazioni familiari superficiali

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Il sangue non basta Crescendo, ci insegnano che la famiglia è un legame indissolubile. Che “il sangue è sangue”. Che, nonostante tutto, una famiglia resta sempre una famiglia. Ma la realtà emotiva di molte persone è molto diversa da questa narrazione idealizzata. Esistono famiglie in cui non ci sono grandi litigi, tragedie o rotture esplicite. Eppure esiste una distanza costante, sottile, difficile perfino da spiegare. Una freddezza fatta di esclusioni silenziose, subdole mancanze di rispetto, rapporti mantenuti più per abitudine o circostanza che per reale vicinanza emotiva. Ed è proprio questo a confondere di più. Perché spesso non esiste “un grande evento” da raccontare. Esistono anni di piccoli segnali: – sentirsi fuori posto; – non sentirsi davvero visti; – percepire rapporti superficiali; – accorgersi che l’affetto esiste più come ruolo sociale che come presenza autentica. In molte famiglie si mantiene l’immagine dell’unione anche quando il legame emotivo è ormai vu...

Ci sono cose che possiamo controllare e altre no, a noi la capacità di scegliere.

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Ci sono battaglie che consumano più energia del dolore stesso. Quando vivi con la fibromialgia, spesso non combatti solo con i sintomi. Combatti con il senso di colpa. Con il bisogno di spiegarti. Con la paura di essere fraintesa. Con il peso delle aspettative degli altri. E sai qual è una delle cose più stancanti? Provare a controllare ciò che non dipende da te. Cercare di convincere chi non vuole comprendere. Pretendere di essere capita da tutti. Sforzarti continuamente di apparire “forte”, “normale”, “produttiva”. Ma la verità è che non puoi controllare: • ciò che gli altri pensano • ciò che gli altri dicono • come gli altri reagiscono • il passato • tutto ciò che accadrà domani Puoi però scegliere come trattare te stessa. E questa scelta cambia tutto. Puoi scegliere di ascoltare il tuo corpo senza odiarlo. Di riposare senza sentirti sbagliata. Di dire “oggi non ce la faccio” senza vergogna. Di smettere di misurare il tuo valore in base a quanto riesci a fare. La crescita personale ...

Gli 8 sintomi più comuni nella fibromialgia

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La fibromialgia è sempre difficile da diagnosticare e richiede a volte un lungo iter di visite ed esami prima di arrivare alla diagnosi.  Per me ci sono voluti circa 2 anni per avere il nome di cosa mi stava facendo star male, ma ne soffrivo da almeno 30 anni. È stata una vera liberazione da una parte capire che non erano cose che mi stavo inventando, la parte più complicata è stato comprendere cosa fare poi per stare meglio senza imbottirmi di farmaci. Quali sono i sintomi più comuni di questa malattia? 🌀 Cefalee 🌀 Debolezza muscolare e dolori osteoarticolari  🌀 Stanchezza cronica   🌀 Colon irritabile 🌀 Mental fog e difficoltà di concentrazione e disturbi cognitivi  🌀 Formicolii e parestesie  🌀 Ansia e depressione 🌀 Disturbi del sonno  Questi possono essere alcuni dei sintomi più comuni di questa malattia, ma  𝗯𝗲𝗻 𝘀𝗮𝗽𝗽𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗼𝗺𝗶𝗮𝗹𝗴𝗶𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗶𝘂' 𝗱𝗶 𝟭𝟬𝟬 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗼𝗺𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗯...

ACCETTAZIONE NON È RASSEGNAZIONE

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L’accettazione è un passaggio fondamentale nella nostra vita. Ma attenzione: accettare non significa arrendersi. Accettare significa riconoscere che il nostro corpo ha dei limiti, soprattutto quando conviviamo con una realtà complessa come la fibromialgia. E proprio per questo, quel corpo merita ancora più rispetto, ascolto e cura. Accettazione è dirti: “Mi vedo. Mi rispetto. Mi accolgo.” È un atto di amore incondizionato verso te stessa, senza giudizio. La fibromialgia non deve mai intaccare il valore che senti di avere. Non definisce chi sei, né cancella le tue capacità, i tuoi talenti, la tua essenza. Fa parte di te, ma non è tutto ciò che sei. Accettare significa anche questo: riconoscere ciò che puoi cambiare… e ciò che invece, oggi, non puoi controllare. E scegliere comunque di evolvere, dentro quella realtà. 💭 La rassegnazione è diversa. La rassegnazione è passiva. Ti svuota. Ti blocca. Ti fa sentire impotente. È quella voce che dice: “Ormai non c’è più nulla da fare.” “Non chi...

Quello che ogni donna con la fibromialgia vorrebbe dire a chi ha vicino

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🌿 Lettera a te che mi stai accanto Non è facile stare con me. Lo so. Non è facile amare una donna che a volte non riesce ad alzarsi dal letto, che cancella programmi all’ultimo momento, che cambia umore perché il corpo non collabora. Non è facile vivere accanto a un dolore che non si vede. Vorrei spiegarti cosa significa, ma non sempre trovo le parole giuste. Perché non è solo stanchezza. Non è solo dolore. È svegliarsi già esausta. È dover scegliere ogni giorno quanta energia posso permettermi di usare. È fare i conti con un corpo che non risponde come vorrei. Ci sono giorni in cui sembro “normale”. E giorni in cui non riesco a fare quasi nulla. E so che questo può confonderti. Anche frustrarti. Ma ti chiedo una cosa: 👉 non misurarmi dai giorni buoni Perché sono quelli difficili che raccontano davvero chi sono. È lì che sto lottando. È lì che sto resistendo. Vorrei tu sapessi che non è solo il corpo a soffrire. A volte mi sento: - inadeguata - in colpa - un peso Ho paura che tu ti s...

ATTENTA ALLE PAROLE CHE USI: possono spegnerti o farti rinascere.

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La speranza non è una favola, non è un’illusione ingenua. La speranza è una funzione biologica, psicologica e semantica: è ciò che tiene il cervello in uno stato di apertura, è ciò che permette al corpo di attivare le risorse per andare avanti. Quando perdi la speranza, il cervello entra in chiusura. Tutto diventa più pesante, la realtà si restringe, il futuro sembra un corridoio buio. E questo è il rischio più grande: convincerti che non ci sia alternativa. A me è successo. Mi sono ritrovata in una vita che non volevo, in un corpo che non riconoscevo più, convinta che fosse il mio destino, prigioniera di pensieri che mi spegnevano ogni giorno un po’ di più. Il problema è che quando qualcuno — un medico, un familiare, un’autorità — pronuncia parole che ti tolgono la speranza, accade qualcosa di profondo: quelle parole diventano immagini mentali, quelle immagini attivano reazioni biochimiche, e il tuo corpo risponde a ciò che la mente ha accettato come vero. Capisci il potere devastante...

Fibromialgia e Trauma: cosa ci dice la scienza?

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Se convivi con la fibromialgia, forse ti è già capitato di chiederti: 👉 “Perché il mio corpo reagisce così?” Non sempre c’è una sola risposta. Ma la ricerca oggi ci aiuta a comprendere qualcosa di importante. 🧠 Il corpo non dimentica Sempre più studi nel campo della psiconeuroimmunologia mostrano che esperienze di stress cronico, traumi emotivi o vissuti di esclusione possono lasciare un’impronta profonda nel sistema nervoso. Non è una questione “mentale”. È una risposta biologica. ⚡ Sistema nervoso ipersensibile Nella fibromialgia, il sistema nervoso può diventare: 🔹 più reattivo agli stimoli 🔹 più attento al pericolo 🔹 meno capace di “spegnersi” È come se fosse sempre in allerta. Anche quando non ce n’è bisogno. 💔 Quando il corpo trattiene ciò che non è stato espresso Emozioni trattenute, bisogni non ascoltati, situazioni vissute in silenzio… non spariscono. A volte restano nel corpo, trasformandosi in tensione, dolore, stanchezza. 🚫 Ma attenzione: questo NON significa che è “...

𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮 – 𝗜𝗹 𝗺𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮

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✨ 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮 – 𝗜𝗹 𝗺𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 Pasqua non è solo luce. È ciò che nasce dopo aver attraversato il buio. È il mistero della vita che, anche quando sembra finita, trova ancora un modo per risorgere. Prima c’è la caduta. La resa. Il vuoto. E poi, nel silenzio… qualcosa si muove. Una nuova energia. Un respiro diverso. Una presenza più vera. Rinascere non è tornare come prima. È lasciare morire ciò che non sei più e permettere alla tua essenza di emergere, senza maschere. 🌿 Pasqua è un passaggio. Un attraversamento. Una trasformazione che non puoi evitare, solo vivere. Ma oggi… non riesco a fermarmi alla poesia della rinascita. Perché mentre celebriamo la luce, c’è chi è ancora immerso nel buio più feroce. Il mio pensiero va a Rosi, la gattina vittima di una violenza inaudita. Va alle donne abusate, violate, spezzate. Va alle bambine a cui è stata rubata l’innocenza. Va a tutti i bambini che, per colpa delle guerre, vedono rubata la loro infanzia. Va a tu...

Ti racconto un pò di me

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Sono Valerita, per tutti Vale e più di 5 anni fa mi è stata diagnosticata la fibromialgia, ne soffro da quando ero piccola, a 12 ho iniziato ad avere i primi sintomi. Durante l’adolescenza mi sono sempre lamentata di sentirmi stanca, in età più adulta credevo di soffrire di stanchezza cronica (poi si è rivelato essere uno dei 100 sintomi della fibro). La mia vita, come la mia salute, è stata ed è un percorso fatto a tappe, dove ogni volta che sono caduta o che cado, mi rialzo con nuova forza, ma a volte non è semplice. Sono una persona eccessivamente sensibile ed empatica, la mia sensibilità la consideravo un punto debole ora invece è uno dei miei punti di forza. La fibromialgia ha iniziato a manifestarsi pesantemente intorno ai 30 anni, ma all’epoca non aveva un nome, sapevo solo che stavo male, ero sempre stanca, avevo dolori, emicranie, svenimenti, aumento ingiustificato del peso e tanti altri disturbi. Sono stata 6 mesi bloccata a letto per dei dolori alla schiena, ero arrivata a c...